L’ASTROLOGIA
L’ASTROLOGIA É UNA SUPERSTIZIONE,
VELATA DI PSEUDO-SCIENZA, CHE PROSPERA SULLA CREDULITÀ POPOLARE, DIFFONDENDO
FALSE SPERANZE.
“Uomo, quale sei, non dire mai cosa riserva il
domani,
né, vedendo un individuo felice, per quanto
tempo lo sarà”
(Favorino, in “Antologia” di Giovanni Stobeo).
L’ASTROLOGIA è lo studio
astronomico degli astri, da un punto di vista geocentrico, finalizzato all’arte
divinatoria, sul presupposto di un presunto influsso dei corpi celesti
(pianeti, stelle, costellazioni) riguardo alle vicende umane di popoli e
singoli individui. La volta celeste, osservata da un punto della Terra, è
convenzionalmente suddivisa in dodici settori uguali, ciascuno di trenta gradi.
Questi settori, definiti “case”, girano intorno al cerchio dello Zodiaco, in parte
sono ascendenti sopra l’orizzonte e in parte discendenti sotto l’orizzonte.
Esse sono contrassegnate da immaginifici segni zodiacali, cioè le
costellazioni, che sono raggruppamenti arbitrari di stelle in forma di oggetti
o animali o persone. In ciascuna “casa” si collocano i simboli dei pianeti (che
passano attraverso le costellazioni), compresi i luminari sole e luna, con
esclusione sia dei pianeti scoperti in seguito (Urano nel 1781, Nettuno nel
1846, Plutone nel 1930) sia dei satelliti appartenenti a vari pianeti. Le
posizioni dei corpi celesti, personificazioni di presunti esseri divini, che di
volta in volta si trovano a transitare nei diversi segni zodiacali,
indicherebbero il carattere e le tendenze comportamentali degli individui al
momento della loro nascita, non al momento del concepimento (essendo
difficoltoso, se non impossibile, stabilirlo), sul presupposto di presunte connaturate
potenzialità attribuibili ai pianeti. In verità, a causa della precessione
degli equinozi, le date d’inizio e fine del periodo di ogni segno zodiacale non
corrispondono più a quelle convenzionali, stabilite da Tolomeo nel secondo
secolo dell’era volgare, cui continuano a riferirsi le odierne pretese
previsioni astrologiche propinate da imbonitori prezzolati, inventori di
oroscopi immaginifici.
L’astrologia
occidentale, prerogativa delle classi sacerdotali, ha origini antiche
(babilonesi, egiziane). Ai corpi astrali i sacerdoti associarono divinità
mitologiche, presumendo che avessero proprie caratteristiche qualitative
(valori positivi e negativi) e che potessero influire sul destino degli uomini.
Dall’osservazione della regolarità dei movimenti degli astri, i sacerdoti
pretesero di desumere previsioni su eventi futuri e su avvenimenti che
riguardavano la vita delle persone. Eclissi e comete erano ritenute segni di
avvenimenti buoni o cattivi.
L’astrologia
è stata confusa con l’astronomia fino all’età moderna, quando s’iniziò a
distinguere lo studio e le previsioni dei fenomeni astronomici dalla
formulazione di giudizi fondati su assunti arbitrari, desunti dai fenomeni
celesti, concernenti i destini delle persone. Con l’avvento della rivoluzione
scientifica e l’introduzione del metodo scientifico in tutti i settori della
ricerca, l’astrologia è stata declassata a pseudo-scienza e relegata a
superstizione o forma di divinazione.
Una
disciplina è considerata scientifica se le conoscenze acquisite consentono sia
un controllo interno di tipo matematico o di tipo empirico, sia la ripetibilità
dei risultati, date certe condizioni. I risultati scientifici possono assumere
valori precisi o di tipo probabilistico. Una teoria scientifica assume valore
di veridicità fino a quando non sarà dimostrata la sua falsità.
L’astrologia
non è classificabile come scienza, perché incapace di formulare previsioni
scientificamente (o empiricamente) controllabili, né di approntare un
meccanismo logico-formale (non contraddittorio), che possa dimostrare il nesso
di causalità, ossia l’eventuale influenza degli astri sul destino delle
persone. Né appaiono confacenti le tecniche della metodologia statistica (che
richiede l’esame di un gran numero di campioni d’individui nati sotto
l’influsso di un astro e porre il risultato a confronto con il resto della
popolazione, che abbia le medesime caratteristiche del campione, ma non dovute
all’influsso astrale). I dati statistici, va detto, potrebbero essere manipolati
in modo tale da ottenere le risposte che si vogliono. I termini utilizzati
nello studio della statistica, inoltre, non sono definibili in modo univoco,
essendo legati alla complessità della natura umana. Le teorie astrologiche,
peraltro, né hanno contribuito nel corso dei secoli al progresso scientifico,
né tantomeno hanno prodotto rivoluzioni scientifiche. Gli studi scientifici
sperimentati con rigore nella ricerca astrologia hanno invece dimostrato
l’inesistenza di correlazioni tra il carattere di una persona e la sua
configurazione zodiacale, sia dal punto di vista deterministico sia da quello
probabilistico. Ne consegue che l’astrologia non è in grado di fornire prove
inequivocabili dell’esistenza degli influssi astrali che possano condizionare il
tempo, il pianeta Terra e gli esseri umani. L’astrologia, dunque, è falsa,
perché fondata su presupposti metodologici ascientifici. Se l’astrologia
continua ad avere successo tra le masse, anche in virtù della pervicacia dei
cultori di questa pseudo-scienza, la causa va cercata nell’aspetto psicologico
della complessa natura umana. Leggendo oroscopi generici, ambigui, indulgenti,
riferibili alla posizione del sole sullo Zodiaco o ad altre stramberie
riscontrabili al momento della nascita, ciascuna persona, a qualunque segno
zodiacale appartenga, può trovare i propri tratti caratteristici,
riconoscendosi nel suo segno natale.
Se
l’astrologia è la disciplina che studia ciò che si presume avvenga sulla Terra
in collegamento ai movimenti di taluni corpi celesti del nostro sistema solare,
occorre sapere che stelle e costellazioni, lontane milioni di anni luce dalla
Terra, non possono avere alcuna influenza su di noi (salvo l’effetto di una
debole e innocua radiazione elettromagnetica). Quanto agli influssi dei pianeti
del nostro sistema solare, essi hanno esclusivamente effetti di natura
gravitazionale. Le variazioni dell’irraggiamento solare può determinare
cambiamenti climatici, tempeste magnetiche, aurore boreali, non altro. Quanto
alle radiazioni mortali (raggi X e gamma) provenienti dall’Universo, provvede
l’atmosfera terrestre a difenderci.
Le
variabili, che governano la vita di un essere umano, non sono quelle astrali.
Una variabile fondamentale è quella del DNA, che ci trasmette lo imprinting dei
nostri genitori, dei nostri avi. Altre variabili che condizionano la vita di
una persona sono dovute all’ambiente e alle condizioni sociali, economiche,
geografiche e politiche che si riferiscono al periodo e al luogo dove essa
nasce e vive. Il tema natale, l’oroscopo, ossia l’ora, il giorno, il mese,
l’anno e il luogo di nascita riguardo alla posizione dei corpi celesti, dunque,
non c’entra un bel niente sul destino di una persona.
Tantissime
furono le critiche all’astrologia già nell’antichità. Se ne citano di seguito
alcune.
Critiche
alla concezione deterministica dell’astrologia, perché ritenuta in contrasto
con la concezione filosofia della libertà individuale, professata dalla
maggioranza dei Romani, furono sollevate da Catone il Censore (che nel “De agri
cultura” suggeriva al fattore di non consultare indovini e astrologi). Il
libero arbitrio, infatti, poteva influire sulle potenziali previsioni
astrologiche divinatorie. Lucrezio considerava l’astrologia, al pari della
religione, una superstizione che opprime le menti. Altre critiche furono
espresse da Giovenale, Orazio, Properzio, Plinio il Vecchio. Cicerone (seguace
dell’indirizzo dell’Accademia Nuova, fondata da Carneade, sostenitore
dell’inutilità della divinazione e dell’astrologia), nel “De divinazione”
notava che tutti i nati nel medesimo attimo non hanno lo stesso destino (come
pretende l’astrologia, anche se Posidonio di Apamea, cultore dell’astrologia,
spiegò che persone nate nel medesimo tempo potevano avere destini diversi se
nati in luoghi diversi). Gellio, in “Noctes Atticae” (XIV, 1),
testimonia che Favorino accusò pubblicamente i Caldei, cioè gli astrologi, per
l’inefficacia e l’inutilità delle loro pratiche, giacché non è possibile
prevedere la vita dell’uomo. La lunga e dotta dissertazione di Favorino contro
gli astrologi è ricca di argomentazioni logiche.
La critica
all’astrologia del greco Sesto Empirico, esponente dello scetticismo, è fondata
su varie argomentazioni, tra cui: che non c’è alcun nesso tra le cose terresti
e le cose celesti; che le cose terrestri non accadono secondo il destino
determinato dalle cose celesti; che non c’è regolarità negli eventi, giacché
essi accadono o casualmente o attraverso le nostre azioni, che non sono
prevedibili. Riguardo agli eventi che si presume che avvengano per necessità,
le previsioni sarebbero inutili, perché non servirebbero a evitare
l’accadimento.
L’etica
cristiana, fondata sul libero arbitrio, si oppose strenuamente al fatalismo
astrologico e all’arte divinatoria. Agostino, che contrastò gli astrologi
bruciando i loro libri, notava che i gemelli che nascono a pochi minuti di
distanza, pur trovandosi sotto il medesimo influsso astrale, non avevano
analogo carattere e destino né medesime malattie; inoltre, potevano nascere di
sesso diverso. Savonarola, nel suo “Trattato contra li astrologi”,
ridicolizzava la stoltezza degli astrologi e i loro libri pieni di favole.
Giovanni
Pico della Mirandola, umanista e filosofo del Quattrocento, scrisse dodici
interi libri per combattere l’astrologia e la credenza di poter desumere da
essa previsioni sull’avvenire degli uomini in base alle congiunzioni astrali.
L’astrologia, giacché attribuisce erroneamente ai corpi celesti il potere di
influire sulle vicende umane, è, secondo Pico, negazione della dignità e della
libertà dell’uomo, rendendolo subordinato alla potenza di entità astrali. Il
contemporaneo e amico Marsilio Ficino polemizzava contro l’astrologia, perché
essa attribuiva a fenomeni del tutto naturali significati divini e negava il
libero arbitrio.
Per
Guicciardini, è pazzia parlare dell’astrologia, che giudica le cose future,
perché gli astrologi non sanno quello che dicono.
Per
Shakespeare, gli influssi astrologici sono bubbole senza senso.
Leopardi
tacciava di viltà gli astrologi che in un tempo di luce contribuivano a
mantenere le tenebre nelle menti del popolo.
(Non c’è però ragione che possa
convincere chi vuole credere alle chiacchiere degli astrologi).
Tra le opere dei maggiori cultori
antichi dell’astrologia:
- L’opera
“Astronomica”, poema didattico sull’astrologia del poeta romano Manilio (I
sec.), arricchita con testi greco - egiziani nel trattato “Matesi” dal
siciliano Firmico Materno nel IV sec.
- Il
Tetrablibos di Tolomeo (II sec.), astrologo, astronomo e geografo alessandrino
di cultura ellenistica.
Si rimanda per approfondimenti ai
siti:
BIBLIOGRAFIA
Adorno Theodor, Stelle su misura.
L'astrologia nella società contemporanea
Albini Andrea, L’autunno dell’astrologia;
Oroscopi e cannocchiali
Tonon Nando, Astrologia
Neuburg Till, Astri e disastri
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