domenica 27 febbraio 2011


L’ASTROLOGIA



L’ASTROLOGIA É UNA SUPERSTIZIONE, VELATA DI PSEUDO-SCIENZA, CHE PROSPERA SULLA CREDULITÀ POPOLARE, DIFFONDENDO FALSE SPERANZE.




“Uomo, quale sei, non dire mai cosa riserva il domani,

né, vedendo un individuo felice, per quanto tempo lo sarà”

(Favorino, in “Antologia” di Giovanni Stobeo).



L’ASTROLOGIA è lo studio astronomico degli astri, da un punto di vista geocentrico, finalizzato all’arte divinatoria, sul presupposto di un presunto influsso dei corpi celesti (pianeti, stelle, costellazioni) riguardo alle vicende umane di popoli e singoli individui. La volta celeste, osservata da un punto della Terra, è convenzionalmente suddivisa in dodici settori uguali, ciascuno di trenta gradi. Questi settori, definiti “case”, girano intorno al cerchio dello Zodiaco, in parte sono ascendenti sopra l’orizzonte e in parte discendenti sotto l’orizzonte. Esse sono contrassegnate da immaginifici segni zodiacali, cioè le costellazioni, che sono raggruppamenti arbitrari di stelle in forma di oggetti o animali o persone. In ciascuna “casa” si collocano i simboli dei pianeti (che passano attraverso le costellazioni), compresi i luminari sole e luna, con esclusione sia dei pianeti scoperti in seguito (Urano nel 1781, Nettuno nel 1846, Plutone nel 1930) sia dei satelliti appartenenti a vari pianeti. Le posizioni dei corpi celesti, personificazioni di presunti esseri divini, che di volta in volta si trovano a transitare nei diversi segni zodiacali, indicherebbero il carattere e le tendenze comportamentali degli individui al momento della loro nascita, non al momento del concepimento (essendo difficoltoso, se non impossibile, stabilirlo), sul presupposto di presunte connaturate potenzialità attribuibili ai pianeti. In verità, a causa della precessione degli equinozi, le date d’inizio e fine del periodo di ogni segno zodiacale non corrispondono più a quelle convenzionali, stabilite da Tolomeo nel secondo secolo dell’era volgare, cui continuano a riferirsi le odierne pretese previsioni astrologiche propinate da imbonitori prezzolati, inventori di oroscopi immaginifici.

L’astrologia occidentale, prerogativa delle classi sacerdotali, ha origini antiche (babilonesi, egiziane). Ai corpi astrali i sacerdoti associarono divinità mitologiche, presumendo che avessero proprie caratteristiche qualitative (valori positivi e negativi) e che potessero influire sul destino degli uomini. Dall’osservazione della regolarità dei movimenti degli astri, i sacerdoti pretesero di desumere previsioni su eventi futuri e su avvenimenti che riguardavano la vita delle persone. Eclissi e comete erano ritenute segni di avvenimenti buoni o cattivi.

L’astrologia è stata confusa con l’astronomia fino all’età moderna, quando s’iniziò a distinguere lo studio e le previsioni dei fenomeni astronomici dalla formulazione di giudizi fondati su assunti arbitrari, desunti dai fenomeni celesti, concernenti i destini delle persone. Con l’avvento della rivoluzione scientifica e l’introduzione del metodo scientifico in tutti i settori della ricerca, l’astrologia è stata declassata a pseudo-scienza e relegata a superstizione o forma di divinazione.

Una disciplina è considerata scientifica se le conoscenze acquisite consentono sia un controllo interno di tipo matematico o di tipo empirico, sia la ripetibilità dei risultati, date certe condizioni. I risultati scientifici possono assumere valori precisi o di tipo probabilistico. Una teoria scientifica assume valore di veridicità fino a quando non sarà dimostrata la sua falsità.

L’astrologia non è classificabile come scienza, perché incapace di formulare previsioni scientificamente (o empiricamente) controllabili, né di approntare un meccanismo logico-formale (non contraddittorio), che possa dimostrare il nesso di causalità, ossia l’eventuale influenza degli astri sul destino delle persone. Né appaiono confacenti le tecniche della metodologia statistica (che richiede l’esame di un gran numero di campioni d’individui nati sotto l’influsso di un astro e porre il risultato a confronto con il resto della popolazione, che abbia le medesime caratteristiche del campione, ma non dovute all’influsso astrale). I dati statistici, va detto, potrebbero essere manipolati in modo tale da ottenere le risposte che si vogliono. I termini utilizzati nello studio della statistica, inoltre, non sono definibili in modo univoco, essendo legati alla complessità della natura umana. Le teorie astrologiche, peraltro, né hanno contribuito nel corso dei secoli al progresso scientifico, né tantomeno hanno prodotto rivoluzioni scientifiche. Gli studi scientifici sperimentati con rigore nella ricerca astrologia hanno invece dimostrato l’inesistenza di correlazioni tra il carattere di una persona e la sua configurazione zodiacale, sia dal punto di vista deterministico sia da quello probabilistico. Ne consegue che l’astrologia non è in grado di fornire prove inequivocabili dell’esistenza degli influssi astrali che possano condizionare il tempo, il pianeta Terra e gli esseri umani. L’astrologia, dunque, è falsa, perché fondata su presupposti metodologici ascientifici. Se l’astrologia continua ad avere successo tra le masse, anche in virtù della pervicacia dei cultori di questa pseudo-scienza, la causa va cercata nell’aspetto psicologico della complessa natura umana. Leggendo oroscopi generici, ambigui, indulgenti, riferibili alla posizione del sole sullo Zodiaco o ad altre stramberie riscontrabili al momento della nascita, ciascuna persona, a qualunque segno zodiacale appartenga, può trovare i propri tratti caratteristici, riconoscendosi nel suo segno natale.

Se l’astrologia è la disciplina che studia ciò che si presume avvenga sulla Terra in collegamento ai movimenti di taluni corpi celesti del nostro sistema solare, occorre sapere che stelle e costellazioni, lontane milioni di anni luce dalla Terra, non possono avere alcuna influenza su di noi (salvo l’effetto di una debole e innocua radiazione elettromagnetica). Quanto agli influssi dei pianeti del nostro sistema solare, essi hanno esclusivamente effetti di natura gravitazionale. Le variazioni dell’irraggiamento solare può determinare cambiamenti climatici, tempeste magnetiche, aurore boreali, non altro. Quanto alle radiazioni mortali (raggi X e gamma) provenienti dall’Universo, provvede l’atmosfera terrestre a difenderci.

Le variabili, che governano la vita di un essere umano, non sono quelle astrali. Una variabile fondamentale è quella del DNA, che ci trasmette lo imprinting dei nostri genitori, dei nostri avi. Altre variabili che condizionano la vita di una persona sono dovute all’ambiente e alle condizioni sociali, economiche, geografiche e politiche che si riferiscono al periodo e al luogo dove essa nasce e vive. Il tema natale, l’oroscopo, ossia l’ora, il giorno, il mese, l’anno e il luogo di nascita riguardo alla posizione dei corpi celesti, dunque, non c’entra un bel niente sul destino di una persona.

Tantissime furono le critiche all’astrologia già nell’antichità. Se ne citano di seguito alcune.

Critiche alla concezione deterministica dell’astrologia, perché ritenuta in contrasto con la concezione filosofia della libertà individuale, professata dalla maggioranza dei Romani, furono sollevate da Catone il Censore (che nel “De agri cultura” suggeriva al fattore di non consultare indovini e astrologi). Il libero arbitrio, infatti, poteva influire sulle potenziali previsioni astrologiche divinatorie. Lucrezio considerava l’astrologia, al pari della religione, una superstizione che opprime le menti. Altre critiche furono espresse da Giovenale, Orazio, Properzio, Plinio il Vecchio. Cicerone (seguace dell’indirizzo dell’Accademia Nuova, fondata da Carneade, sostenitore dell’inutilità della divinazione e dell’astrologia), nel “De divinazione” notava che tutti i nati nel medesimo attimo non hanno lo stesso destino (come pretende l’astrologia, anche se Posidonio di Apamea, cultore dell’astrologia, spiegò che persone nate nel medesimo tempo potevano avere destini diversi se nati in luoghi diversi). Gellio, in “Noctes Atticae” (XIV, 1), testimonia che Favorino accusò pubblicamente i Caldei, cioè gli astrologi, per l’inefficacia e l’inutilità delle loro pratiche, giacché non è possibile prevedere la vita dell’uomo. La lunga e dotta dissertazione di Favorino contro gli astrologi è ricca di argomentazioni logiche.

La critica all’astrologia del greco Sesto Empirico, esponente dello scetticismo, è fondata su varie argomentazioni, tra cui: che non c’è alcun nesso tra le cose terresti e le cose celesti; che le cose terrestri non accadono secondo il destino determinato dalle cose celesti; che non c’è regolarità negli eventi, giacché essi accadono o casualmente o attraverso le nostre azioni, che non sono prevedibili. Riguardo agli eventi che si presume che avvengano per necessità, le previsioni sarebbero inutili, perché non servirebbero a evitare l’accadimento.

L’etica cristiana, fondata sul libero arbitrio, si oppose strenuamente al fatalismo astrologico e all’arte divinatoria. Agostino, che contrastò gli astrologi bruciando i loro libri, notava che i gemelli che nascono a pochi minuti di distanza, pur trovandosi sotto il medesimo influsso astrale, non avevano analogo carattere e destino né medesime malattie; inoltre, potevano nascere di sesso diverso. Savonarola, nel suo “Trattato contra li astrologi”, ridicolizzava la stoltezza degli astrologi e i loro libri pieni di favole.

Giovanni Pico della Mirandola, umanista e filosofo del Quattrocento, scrisse dodici interi libri per combattere l’astrologia e la credenza di poter desumere da essa previsioni sull’avvenire degli uomini in base alle congiunzioni astrali. L’astrologia, giacché attribuisce erroneamente ai corpi celesti il potere di influire sulle vicende umane, è, secondo Pico, negazione della dignità e della libertà dell’uomo, rendendolo subordinato alla potenza di entità astrali. Il contemporaneo e amico Marsilio Ficino polemizzava contro l’astrologia, perché essa attribuiva a fenomeni del tutto naturali significati divini e negava il libero arbitrio.

Per Guicciardini, è pazzia parlare dell’astrologia, che giudica le cose future, perché gli astrologi non sanno quello che dicono.

Per Shakespeare, gli influssi astrologici sono bubbole senza senso.

Leopardi tacciava di viltà gli astrologi che in un tempo di luce contribuivano a mantenere le tenebre nelle menti del popolo.



(Non c’è però ragione che possa convincere chi vuole credere alle chiacchiere degli astrologi).




Tra le opere dei maggiori cultori antichi dell’astrologia:

-   L’opera “Astronomica”, poema didattico sull’astrologia del poeta romano Manilio (I sec.), arricchita con testi greco - egiziani nel trattato “Matesi” dal siciliano Firmico Materno nel IV sec.

-  Il Tetrablibos di Tolomeo (II sec.), astrologo, astronomo e geografo alessandrino di cultura ellenistica.
                   

Si rimanda per approfondimenti ai siti:






BIBLIOGRAFIA

Adorno Theodor, Stelle su misura. L'astrologia nella società contemporanea

Albini Andrea, L’autunno dell’astrologia; Oroscopi e cannocchiali

Tonon Nando, Astrologia

Neuburg Till, Astri e disastri

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