lunedì 21 febbraio 2011


COSA E’ LA LIBERTA’

Libero è chi non è obbligato da vincoli né è soggetto all’altrui volontà. In tale rapporto il potere di uno rappresenta la negazione della libertà dell’altro. Viceversa, la libertà di uno rappresenta la negazione del potere dell’altro. In altri termini, un individuo ha potere su un altro nella misura in cui condiziona la condotta all’altro, negandogli la libertà. Dunque un potere di uno implica una non libertà dell’altro. Una libertà di uno implica un non potere dell’altro. Potere e libertà possono variare d’intensità, fermo restando che il potere di uno si estende fin dove inizia la sfera di libertà dell’altro.

Si distingue la libertà negativa, che si realizza per negazione di potere altrui, dalla libertà positiva, che si realizza mediante il potere di autodeterminazione. Quella negativa implica il non impedimento nel fare e la non costrizione a fare ciò che si è deciso di fare o non fare, dunque è libertà da costrizioni altrui. Quella positiva implica l’autonomia della persona nel determinare la propria volontà, dunque è libertà di fare o non fare ciò che voglio. A una “libertà da” corrisponde una “libertà di” e, viceversa, ad una “libertà di” corrisponde una “libertà da”: l’una è complementare all’altra. I diritti fondamentali della persona sono libertà negative, garantite dalle norme costituzionali contro l’ingerenza del potere.

Un diritto positivo può non realizzarsi a causa di impedimenti e restrizioni. In presenza di impedimenti e costrizioni, la conquista di spazi di libertà comporta l’assunzione di rischi, stante la possibilità di subire azioni sanzionatorie. Nel caso in cui non vi siano impedimenti e costrizioni, non per questo un diritto positivo corrisponde ad una libera scelta della volontà, ad un’autodeterminazione, in quanto la volontà potrebbe subire condizionamenti storici o sociali. In tal caso non si realizza l’autonomia, il potere di autodeterminarsi, né l’indipendenza, in quanto la libertà dell’individuo subisce condizionamenti altrui.

Libertà, dunque, è usufruire di uno spazio lecito di azione, più o meno ampio, libero da impedimenti e costrizioni. La libertà inizia laddove la legge tace o ne garantisce e ne protegge l’esplicazione.

Non sempre certe scelte, come quelle politiche, sono assunte liberamente, potendo essere influenzate dalla c.d. “manipolazione del consenso”. Secondo il politologo Noam Chomsky, il potere, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, riesce ad ottenere il consenso della popolazione. Anche l’ideologia è un efficace strumento di manipolazione del consenso.

Gli antichi concepivano la libertà sotto l’aspetto collettivo, cioè in relazione alla potenza e all’autonomia dello Stato (della polis greca o della repubblica romana), piuttosto che sotto l’aspetto individuale, cioè in relazione ai valori della persona. Tuttavia, esaltavano la libertà del cittadino, titolare di diritti politici, in quanto non soggetto al potere di re e tiranni. Avvertivano, però, che l’eccesso di libertà, senza adeguate misure restrittive, poteva degenerare nell’arbitrio della tirannide. Gli stoici concepivano la libertà come accettazione del destino, cui anche gli dei devono soggiacere, nonché come adesione alla legge dell’armonia universale. Epitteto affermava che la libertà non è l’appagamento, ma la distruzione dei nostri desideri.

Il cristianesimo concepì la libertà non in opposizione alla soggezione del potere politico, ma in opposizione alla schiavitù interiore generata dal peccato originale. Non l’intelletto, ma la buona volontà e la grazia divina possono liberare l’uomo dal male interiore, redimendolo. Tuttavia, durante la vita terrena, la schiavitù dell’uomo nei confronti del male non può essere del tutto eliminata.

Per Hobbes esiste solo la libertà di fare o non fare (per esempio, mangiare o non mangiare quando si ha fame), non la libertà di volere (non aver fame quando si ha fame).

Per Spinoza solo Dio è libero, poiché agisce secondo le leggi della sua natura, senza essere costretto da nessuno. L’uomo, invece, è determinato dalla necessità della natura divina e può credersi libero in quanto ignora le cause delle sue volizioni e dei suoi desideri, Solo Dio, dunque, è libero. L’uomo, in quanto limitato dalla sua natura, pur non potendo aspirare alla pienezza della libertà, può raggiungere una relativa libertà lasciandosi guidare dalla ragione.

Locke distingue la libertà nello stato di natura (che trova un limite nel riconoscere agli altri quelle stesse possibilità che si riconoscono a sé) dalla libertà nella società (che trova un limite nelle norme di legge, cioè nell’agire in nessun altro modo che quello prescritto dalle norme legislative).

Il liberalismo classico (Spencer ed altri) intendeva la libertà come soddisfazione dei bisogni fondamentali (gli uomini bisognosi non sono liberi), perciò sosteneva che lo Stato doveva limitare la libertà di una persona solo quando si rendeva necessario proteggere i diritti fondamentali di un’altra persona. Secondo il principio del “laissez-faire”, le leggi che fissano un minimo salariale e un massimo di ore lavorative violano il principio del liberalismo sulla libertà, perché non servono a tutelare diritti fondamentali, ma a porre limiti alla libertà contrattuale del datore di lavoro e del lavoratore.

Se per Kant il mondo fenomenico dell’esperienza è rigorosamente deterministico, quello della libertà è “causa sui”, cioè è determinato da se stesso. L’intelligibile, a differenza del sensibile, si coglie mediante il ragionamento e la libera volontà. L’uomo è libero in quanto dotato di ragione ed è la ragione a dettare gli imperativi morali. Se la volontà non fosse libera, l’uomo non sarebbe più responsabile delle proprie azioni. Libertà politica è la facoltà di non obbedire alle leggi cui non si è potuto dare l’assenso.

Gli indeterministi sostengono la libertà della volontà nella misura in cui l’uomo ha libertà di scelta (libero arbitrio). I deterministi, invece, negano il libero arbitrio. La libertà di scelta è solo illusione, in quanto essa è determinata da leggi causali di tipo psicologico, sociologico, ecc. La spiegazione si trova nelle cause che hanno concorso a determinare la scelta effettuata. Se i deterministi negano la causalità autonoma (cioè l’autodeterminazione), gli indeterministi affermano la possibilità di una “causa sui”.

Anarchia è libertà individuale, senza regole imposte dall’alto. L’individuo è causa di tutto e non ha altre cause fuori di sé. La sua singolarità, espressione dell’autentica libertà, lo rende unico e irripetibile. “Io sono l’unico”, affermava Max Stirner.

Per Hegel l’arbitrio del singolo non è libertà. Egli propende per la difesa dell’assolutismo statale. Lo Stato, dove la volontà universale si realizza attraverso i cittadini, suoi strumenti, è la realtà che consente all’individuo la sua libertà.

La concezione di Karl Marx della libertà è finalizzata ad affrancare l’uomo dalla lotta di classe e dalla schiavitù del bisogno, nonché a consentirgli di auto realizzarsi materialmente e spiritualmente, di modo che il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti.

In uno Stato di diritto la libertà è disciplinata dalla legge. Il godimento della libertà, però, ha un costo: quello della continua vigilanza (Karl Popper). La libertà va difesa contro chi, presumendo di essere infallibile e di conoscere la verità assoluta, tenta di imporre la sua ideologia. La libertà, dunque, va difesa contro i totalitarismi di qualsiasi genere mediante la vigilanza sulle istituzioni che garantiscono la sovranità del popolo e il pluralismo. La democrazia, in quanto presuppone la fallibilità dell’uomo, è imperniata sulla discussione continua e sul dialogo, nonché sulla competizione tra proposte politiche alternative per addivenire alla soluzione dei problemi. In economia la libertà necessita della proprietà diffusa tra più centri di potere. I limiti alle scoperte della ricerca scientifica, che implicano valutazioni etiche o politiche, vanno stabiliti di volta in volta (Dario Antiseri).

                                       Lucio Apulo Daunio

BIBLIOGRAFIA

M. BOVERO, Lezioni

 

N. BOBBIO, N. MATTEUCCI, G. PASQUINO, Dizionario di politica

P. MARTINETTI, La libertà

K. POPPER, La società aperta e i suoi nemici

I. BERLIN, Quattro saggi sulla libertà

J. GRAY, Liberalismo

L. CANFORA, Il fantasma della libertà

R, DAHRENDORF, Per un nuovo liberalismo

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