COSA E’ LA LIBERTA’
Libero è chi
non è obbligato da vincoli né è soggetto all’altrui volontà. In tale rapporto
il potere di uno rappresenta la negazione della libertà dell’altro. Viceversa,
la libertà di uno rappresenta la negazione del potere dell’altro. In altri
termini, un individuo ha potere su un altro nella misura in cui condiziona la
condotta all’altro, negandogli la libertà. Dunque un potere di uno implica una
non libertà dell’altro. Una libertà di uno implica un non potere dell’altro.
Potere e libertà possono variare d’intensità, fermo restando che il potere di
uno si estende fin dove inizia la sfera di libertà dell’altro.
Si distingue
la libertà negativa, che si realizza per negazione di potere altrui, dalla
libertà positiva, che si realizza mediante il potere di autodeterminazione.
Quella negativa implica il non impedimento nel fare e la non costrizione a fare
ciò che si è deciso di fare o non fare, dunque è libertà da costrizioni altrui.
Quella positiva implica l’autonomia della persona nel determinare la propria
volontà, dunque è libertà di fare o non fare ciò che voglio. A una “libertà da”
corrisponde una “libertà di” e, viceversa, ad una “libertà di” corrisponde una
“libertà da”: l’una è complementare all’altra. I diritti fondamentali della
persona sono libertà negative, garantite dalle norme costituzionali contro
l’ingerenza del potere.
Un diritto
positivo può non realizzarsi a causa di impedimenti e restrizioni. In presenza
di impedimenti e costrizioni, la conquista di spazi di libertà comporta l’assunzione
di rischi, stante la possibilità di subire azioni sanzionatorie. Nel caso in
cui non vi siano impedimenti e costrizioni, non per questo un diritto positivo
corrisponde ad una libera scelta della volontà, ad un’autodeterminazione, in
quanto la volontà potrebbe subire condizionamenti storici o sociali. In tal
caso non si realizza l’autonomia, il potere di autodeterminarsi, né
l’indipendenza, in quanto la libertà dell’individuo subisce condizionamenti
altrui.
Libertà,
dunque, è usufruire di uno spazio lecito di azione, più o meno ampio, libero da
impedimenti e costrizioni. La libertà inizia laddove la legge tace o ne
garantisce e ne protegge l’esplicazione.
Non sempre
certe scelte, come quelle politiche, sono assunte liberamente, potendo essere influenzate
dalla c.d. “manipolazione del consenso”. Secondo il politologo Noam Chomsky, il
potere, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, riesce ad ottenere il
consenso della popolazione. Anche l’ideologia è un efficace strumento di
manipolazione del consenso.
Gli antichi
concepivano la libertà sotto l’aspetto collettivo, cioè in relazione alla
potenza e all’autonomia dello Stato (della polis greca o della repubblica
romana), piuttosto che sotto l’aspetto individuale, cioè in relazione ai valori
della persona. Tuttavia, esaltavano la libertà del cittadino, titolare di
diritti politici, in quanto non soggetto al potere di re e tiranni.
Avvertivano, però, che l’eccesso di libertà, senza adeguate misure restrittive,
poteva degenerare nell’arbitrio della tirannide. Gli stoici concepivano la
libertà come accettazione del destino, cui anche gli dei devono soggiacere,
nonché come adesione alla legge dell’armonia universale. Epitteto affermava che
la libertà non è l’appagamento, ma la distruzione dei nostri desideri.
Il
cristianesimo concepì la libertà non in opposizione alla soggezione del potere
politico, ma in opposizione alla schiavitù interiore generata dal peccato
originale. Non l’intelletto, ma la buona volontà e la grazia divina possono
liberare l’uomo dal male interiore, redimendolo. Tuttavia, durante la vita
terrena, la schiavitù dell’uomo nei confronti del male non può essere del tutto
eliminata.
Per Hobbes
esiste solo la libertà di fare o non fare (per esempio, mangiare o non mangiare
quando si ha fame), non la libertà di volere (non aver fame quando si ha fame).
Per Spinoza
solo Dio è libero, poiché agisce secondo le leggi della sua natura, senza
essere costretto da nessuno. L’uomo, invece, è determinato dalla necessità
della natura divina e può credersi libero in quanto ignora le cause delle sue
volizioni e dei suoi desideri, Solo Dio, dunque, è libero. L’uomo, in quanto
limitato dalla sua natura, pur non potendo aspirare alla pienezza della
libertà, può raggiungere una relativa libertà lasciandosi guidare dalla
ragione.
Locke
distingue la libertà nello stato di natura (che trova un limite nel riconoscere
agli altri quelle stesse possibilità che si riconoscono a sé) dalla libertà
nella società (che trova un limite nelle norme di legge, cioè nell’agire in
nessun altro modo che quello prescritto dalle norme legislative).
Il liberalismo
classico (Spencer ed altri) intendeva la libertà come soddisfazione dei bisogni
fondamentali (gli uomini bisognosi non sono liberi), perciò sosteneva che lo
Stato doveva limitare la libertà di una persona solo quando si rendeva
necessario proteggere i diritti fondamentali di un’altra persona. Secondo il
principio del “laissez-faire”, le leggi che fissano un minimo salariale e un
massimo di ore lavorative violano il principio del liberalismo sulla libertà,
perché non servono a tutelare diritti fondamentali, ma a porre limiti alla
libertà contrattuale del datore di lavoro e del lavoratore.
Se per Kant il
mondo fenomenico dell’esperienza è rigorosamente deterministico, quello della
libertà è “causa sui”, cioè è determinato da se stesso. L’intelligibile, a
differenza del sensibile, si coglie mediante il ragionamento e la libera
volontà. L’uomo è libero in quanto dotato di ragione ed è la ragione a dettare
gli imperativi morali. Se la volontà non fosse libera, l’uomo non sarebbe più
responsabile delle proprie azioni. Libertà politica è la facoltà di non
obbedire alle leggi cui non si è potuto dare l’assenso.
Gli
indeterministi sostengono la libertà della volontà nella misura in cui l’uomo
ha libertà di scelta (libero arbitrio). I deterministi, invece, negano il
libero arbitrio. La libertà di scelta è solo illusione, in quanto essa è
determinata da leggi causali di tipo psicologico, sociologico, ecc. La
spiegazione si trova nelle cause che hanno concorso a determinare la scelta
effettuata. Se i deterministi negano la causalità autonoma (cioè l’autodeterminazione),
gli indeterministi affermano la possibilità di una “causa sui”.
Anarchia è libertà
individuale, senza regole imposte dall’alto. L’individuo è causa di tutto e non
ha altre cause fuori di sé. La sua singolarità, espressione dell’autentica
libertà, lo rende unico e irripetibile. “Io sono l’unico”, affermava Max
Stirner.
Per Hegel
l’arbitrio del singolo non è libertà. Egli propende per la difesa
dell’assolutismo statale. Lo Stato, dove la volontà universale si realizza
attraverso i cittadini, suoi strumenti, è la realtà che consente all’individuo
la sua libertà.
La concezione di
Karl Marx della libertà è finalizzata ad affrancare l’uomo dalla lotta di
classe e dalla schiavitù del bisogno, nonché a consentirgli di auto realizzarsi
materialmente e spiritualmente, di modo che il libero sviluppo di ciascuno è la
condizione del libero sviluppo di tutti.
In uno Stato
di diritto la libertà è disciplinata dalla legge. Il godimento della libertà,
però, ha un costo: quello della continua vigilanza (Karl Popper). La libertà va
difesa contro chi, presumendo di essere infallibile e di conoscere la verità
assoluta, tenta di imporre la sua ideologia. La libertà, dunque, va difesa
contro i totalitarismi di qualsiasi genere mediante la vigilanza sulle
istituzioni che garantiscono la sovranità del popolo e il pluralismo. La
democrazia, in quanto presuppone la fallibilità dell’uomo, è imperniata sulla
discussione continua e sul dialogo, nonché sulla competizione tra proposte
politiche alternative per addivenire alla soluzione dei problemi. In economia
la libertà necessita della proprietà diffusa tra più centri di potere. I limiti
alle scoperte della ricerca scientifica, che implicano valutazioni etiche o
politiche, vanno stabiliti di volta in volta (Dario Antiseri).
Lucio
Apulo Daunio
BIBLIOGRAFIA
M. BOVERO, Lezioni
N. BOBBIO, N. MATTEUCCI, G.
PASQUINO, Dizionario di politica
P. MARTINETTI, La libertà
K. POPPER, La società aperta e i
suoi nemici
I. BERLIN, Quattro saggi sulla
libertà
J. GRAY, Liberalismo
L. CANFORA, Il fantasma della
libertà
R, DAHRENDORF, Per un nuovo liberalismo
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