MIRABILIA
DOMINI
"Rari
e felici i tempi in cui è permesso di pensare ciò che si vuole, e di dire ciò
che si pensa" (Tacito, Historiae, I,1)
LA CRITICA NON CONOSCE TESTI
INFALLIBILI (Ernest Renan)
Il miracolo è il desiderio di rendere concreto e possibile, per
intervento diretto della divinità, implorata con fede dal credente, ciò che
appare impossibile, giacché esso si mostra come fenomeno non spiegabile né per
via naturale né mediante i lumi della scienza (sempreché questa, nei limiti
delle conoscenze acquisite, possa indagare e controllare il fenomeno con
imparzialità e metodo).
Miracolo,
secondo Agostino, è tutto ciò che avviene “contra quam est nota natura”
(cioè contro quella natura che a noi si manifesta). Questo fenomeno, che
accomuna tutte le religioni e le culture di tutti i tempi, appare contraddire
le leggi della natura e l’esperienza razionale. In verità, ogni fenomeno che
non si vuole o non si può ancora spiegare con l’imparzialità della metodologia
scientifica, si tende ad attribuirlo ad un misterioso intervento
soprannaturale, ad un’epifania del sacro (ierofania) come modalità di
perpetuazione della rivelazione di un dio inaccessibile, avvolto in una luce
accecante e impenetrabile (1 Tm 6, 16). Per ottenere il miracolo s’intercede la
divinità con l’uso delle tecniche della magia (preghiere, aspersioni con acqua
benedetta, unzioni con oli, voti, ecc.). Spesso, il preteso miracolo può
spiegarsi come effetto di una contraffazione, indotta o dall’ignoranza o dalla
superstizione o dalla suggestione causata dal fanatismo religioso. Quanto ai
miracoli raccontati nei vangeli, data l’inattendibilità storica di tali
testimonianze, sono da ritenere invenzioni degli autori a fini allegorici o
simbolici.
Abramo e
Sara erano vecchi, avanzati negli anni, non potevano più avere figli. Dio,
però, cui nulla è impossibile (salvo annichilire se stesso), compì un miracolo.
Sara partorì un figlio, assicurando una legittima discendenza ad Abramo (Gn 18,
9-14). Cristo stesso, eletta divinità dell’Olimpo cristiano, nuovo mago capace di infondere rinnovata fiducia agli uomini, annunciando un destino di salvezza, compiva a iosa
prodigi, esorcismi, guarigioni e risuscitazioni con la potenza della parola e
con la fede illimitata nel Padre celeste. In verità, anche scribi e loro
discepoli praticavano esorcismi (cfr. Mt 12, 27). Gli esseni erano noti come
guaritori miracolosi. Il samaritano Simon Mago era esperto in magie (At 8, 9).
I cristiani hanno esaltato la figura umana del Cristo Gesù quale Salvatore
atteso dalla notte dei tempi per redimere l’umanità dal peccato originale,
divinizzandolo come Dio, Figlio di Dio, consustanziale al Padre. La magica
potenza soprannaturale del divo Gesù poteva fare a meno di faticosi studi per
acquisire conoscenze medico-scientifiche e formazione culturale. Egli, in quanto
Dio incarnatosi nella natura umana, affrontava le avversità con animo invitto,
vincendo persino l’inesorabile morte. Poté persino riprendersi la vita, dopo
essere morto e sepolto. Risorse come uomo ad esclusivo beneficio degli
increduli discepoli, prima di assurgere alla dignità divina e divenire simbolo
della vita oltre la morte. Discese fino agli inferi, come l’avventuroso figlio
di Laerte, prima di ascendere verso la celeste dimora. Egli, generato dal Padre
celeste in modo soprannaturale, senza fecondazione, è un mistero inestricabile
per l’umana comprensione. Persino la Madonna ha dell’incredibile. Fu concepita
immacolata (senza peccato originale), rimase vergine, quantunque resa gravida
dallo Spirito Santo, che la fecondò in modo asessuale. Conservò la verginità
anche dopo il parto (secondo il protovangelo di Giacomo, una donna di nome
Salome volle mettere il dito nella vagina di Maria, dopo che la stessa ebbe
partorito, per credere al suo stato verginale). Maria la conservò anche nel
prosieguo della vita matrimoniale con il casto Giuseppe (ciò appare
inconcepibile per la cultura religiosa ebraica di quei tempi, essendo doveroso
per gli sposi consumare il matrimonio ai fini della procreazione). Fu assunta
infine in cielo in corpo e spirito prima che l’infausta morte (“dormizione”)
disfacesse il sacro corpo. Plurimo miracolo della fede dogmatica del
cattolicesimo romano, sancito dagli infallibili successori di Pietro! Per
essere Madre di Dio e per accogliere nel suo seno il frutto dello Spirito
Santo, all’eletta donna furono attribuiti due requisiti, l’uno, con riguardo
alla purezza verginale (ancorché una madre non possa conservare lo stato
verginale), l’altro, con riguardo alla purezza dal peccato originale (Maria,
però, al pari di tutti i discendenti di Caino, non poteva essere immacolata).
Nemmeno Cristo si riteneva immacolato, dato che decise di sottoporsi al rito
del battesimo, anche se, durante il suo ministero, non battezzò nemmeno i suoi
apostoli e tanto meno la sua famiglia. Questa, peraltro, non credeva in lui,
nonostante i tanti segni divini testimoniati sin dalla sua nascita. Niente è
impossibile alla fantasia della Chiesa! L’inspiegabile e l’incomprensibile,
secondo l’umana ragione, sono materia di speculazione teologica, che sopperisce
alle lacune della conoscenza umana con la fede nell’intelligenza di una causa
prima, in forza della quale tutto giustifica e da cui tutto fa derivare,
direttamente o indirettamente. Del resto, la storiografia cristiana sin dalle
origini si è preoccupata non tanto di documentare l’obiettività storica quanto
soprattutto di dimostrare, anche manipolando le informazioni, la sua verità
teologica per legittimare la nuova fede ed il potere ideologico che ad essa fa
capo.
Il potere
taumaturgico del terapeuta Gesù è considerato un segno divino della sua
missione salvifica tra gli uomini. Egli lo trasmette ai suoi apostoli ed ai
santi (ma non anche il potere di sottrarsi al martirio). Il miracolismo di Gesù
è praticato secondo un rituale magico e richiede la partecipazione emotiva del
miracolato. Egli guarisce gli infermi utilizzando facoltà psicoterapiche,
rimedi anodini, fenomeni paranormali come: telepatia, ipnosi, formule magiche,
sospiri lamentosi, invocazioni di potenze divine, impasti di fango e saliva,
imposizioni di mani, furori emozionali o semplici contatti. Insomma,
eccitazione psichica e autosuggestione sono gli ingredienti che fanno lievitare
i pretesi miracoli attribuitigli. Scaccia (verosimilmente mediante ipnoterapia)
gli spiriti maligni dagli psicopatici e dagli epilettici, trasferendoli persino
su animali incolpevoli, noncurante della loro sorte e del danno economico
arrecato ai legittimi proprietari. Redime con sacre misteriose parole i peccati
degli uomini. Li predispone, suggestionandoli, ad un’incondizionata fiducia
psicologica nei suoi confronti. Suscita in loro l’entusiasmo necessario al
compimento del presunto miracolo (“La tua fede ti ha guarito”). Non meno
scalpore sollevava il miracolismo degli apostoli (At 2,43; 3, 1-10; 5,12).
Persone malate o tormentate da spiriti immondi erano portate lungo la strada,
dove passava Pietro, affinché fossero guariti dall’ombra del suo corpo (At
5,15-16). Paolo, colpito dalla grazia divina sulla via per Damasco (fu rapito
fino al terzo cielo, dimora di Dio e dei beati, dove udì parole misteriose,
ineffabili; cfr. 2 Co 12, 1-4), compiva prodigi e guarigioni con il tocco delle
sue mani. Le religioni celesti (come quelle monoteistiche) collocano la sede
delle superne divinità nella più elevata sfera celeste (la terza o la settima,
a seconda della concezione cosmografica); quella degli spiriti maligni, invece,
è posta nelle sottostanti regioni (Ef 2, 1-2; 6, 12). A Listra, in Licaonia
(Asia Minore), Paolo guarì un paralitico (At 14, 8-18). Le turbe pagane, nel
constatare il prodigio, scambiarono Paolo con il dio Ermete, apparso in forma
umana (teofania). Le vesti di Paolo erano considerate miracolose, come pure
qualsiasi oggetto da lui toccato (At 19,11-12). In verità, l’unico miracolo di
cui Paolo andava predicando era quello della resurrezione di Cristo, senza la
quale vana sarebbe stata la fede cristiana con o senza miracoli. La garanzia
della resurrezione di Cristo la si fonda sulla fiducia dei tanti segni
(miracoli, apparizioni, prodigi, ecc.) fatti da Gesù (cfr. Gv 20, 30-31),
tramandati oralmente dai suoi discepoli e trascritti nei vangeli canonici e
apocrifi in tempi successivi. I segni aumentano di quantità o di
straordinarietà, a seconda che la redazione del vangelo sia più prossima o più
lontana dall’epoca degli eventi. Di questi segni non ne parlano gli storici
contemporanei, come Giusto da Tiberiade, Filone di Alessandria, Giuseppe
Flavio, Plinio il Vecchio, ecc.; né vi è traccia nei Manoscritti ritrovati a
Qumran. Gli anziani delle prime comunità cristiane erano adibiti sia
all’unzione degli infermi, nella speranza di guarirli dalle afflizioni fisiche,
sia alla rimessione dei loro peccati, previo ravvedimento (Gc 5,13-16). Anziani
(presbiteri) e diaconi (preposti a servizi minori) erano abilitati dagli
apostoli mediante il rito dell’imposizione delle mani (At 6,1-6). Anche i
rivali di Gesù compivano miracoli (Mc 9, 38; Mt 12, 27; At 8, 9-25). Un certo
Simone, che praticava l’arte magica, volle comprare da Pietro il potere di
trasmettere i doni dello Spirito Santo, ma fu mandato in malora. Nel medioevo i
re cristiani, presunti taumaturghi, guarivano i sudditi con il tocco delle loro
mani, manifestando così di possedere divini poteri. Ai giorni nostri il
miracolo è merce rara. Le preghiere (sacra medicina) per intercedere guarigioni
miracolose per sé o per altri sono state surclassate dai rimedi terapeutici
apportati dalla ricerca medico-scientifica. Quanto alle presunte apparizioni
della Madonna, esse sono ad esclusivo privilegio di credenti analfabeti. Quanto
alle presunte stimmate, non si hanno notizie prima delle rappresentazioni
pittoriche della crocifissione (il primo stimmatizzato della storia fu
Francesco di Assisi nel 1220). Quanto ai miracoli delle ostie sanguinanti, la
scienza ha già spiegato l’arcano. Quanto al leggendario san Gennaro e al
relativo miracolo dello scioglimento del sangue (o altra sostanza contenuta
nella reliquia), per la prima volta documentato nel 1389, la Chiesa ne conserva
il culto per tradizione (o divina ispirazione) e ad esclusivo beneficio della
credulità popolare napoletana. Del resto, soprattutto nel medioevo, s’iniziò a
trafficare su presunte, miracolose reliquie a beneficio dei santuari e della
religiosità popolare.
Oltre a
Simon Mago, ad Apollonio di Tiana ed agli esseni terapeuti, un personaggio con
identiche capacità di Gesù, vissuto in Galilea nel I secolo, è Hanina Ben Dosa,
rabbino taumaturgo, che operò guarigioni e miracoli simili a quelli di Gesù
(come la moltiplicazione di pani e la guarigione a distanza), ma non ebbe proseliti.
Guarigioni miracolose (certamente di carattere psico-somatico) avvenivano in
Grecia nel santuario di Epidauro dedicato al dio Asclepio e a Roma nel
santuario del dio Esculapio sull’isola Tiberina. Il filosofo neoplatonico Giamblico racconta che Pitagora
realizzò nel corso della sua vita stupefacenti magie. Parlò con un fiume, che
gli rispose salutandolo, come testimoniarono tutti i presenti. Parlò con un bue
che provocava scompiglio nella popolazione, convincendolo a non mangiare le
fave verdi. Traeva auspici e profezie dai segni provenienti dal cielo.
Prevedeva terremoti, stornava pestilenze, sedava tempeste di vento e
grandinate, placava le acque marine. Aveva il dono dell’ubiquità. Affermava di
udire la musica delle sfere celesti e si serviva dell’incantesimo della musica e
di una specifica alimentazione vegetariana per curare le malattie. Il filosofo Empedocle, profeta e taumaturgo, ritenendo di
essere un dio incarnato, fermava i venti che distruggevano i raccolti e resuscitava
i morti. Insegnava ai suoi discepoli l’arte magica e determinati rituali per
eliminare i peccati. Da lui affluivano folle in cerca di guarigioni e di
sapienza occulta. Buddha e i suoi missionari
facevano sfoggio di poteri miracolosi. Maometto, secondo la tradizione
islamica, operò miracoli. I cattolici implorano santi e madonne, affinché
intercedano presso Dio a favore dei loro devoti. Dio, però, concede la grazia
secondo il suo arbitrio. Triste spettacolo offrono presunti miracolosi santuari
cristiani, affollati da masse di pellegrini curiosi e d’infermi disperati, che
sperano di ottenere guarigioni. La loro fede, probabilmente, è ancora piccola
come un chicco di senape.
Lucio Apulo Daunio
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