"PENSIERO DI UN MALATO DI CUORE"
di Riccardo Maria Gradassi
Nel Comune di
Castel Ritaldi, presso la Biblioteca Comunale, in data 10 Marzo 2011 - grazie
all'iniziativa del Consigliere Comunale Carla Erbaioli e con la presenza del
Sindaco di Castel Ritaldi Andrea Reali - si è tenuto l'incontro/dibattito dal
titolo "Il cuore e l'attività fisica" dedicato alle malattie del
cuore ed alla loro prevenzione. Presenti Dottori e Primari di Cardiologia di vari
Ospedali Umbri. Il Consigliere Comunale Carla Erbaioli mi ha chiesto di
scrivere un "pensiero" fatto da un malato di cuore. Ho subito
accettato anche se non è stato semplice scriverlo. Durante l'evento ho
introdotto il pensiero unitamente ad un sottofondo musicale di un bravissimo e
giovane violinista - Manuele Gallinella -. Ho ricevuto molte congratulazioni
sia dalle Istituzioni Comunali, Primari, Dottori, Pubblico.
A tal
proposito desidero "pubblicare" questo pensiero "nella
rete" ringraziando Lucio Apulo Daunio per aver accettato di ospitarlo.
PENSIERO DI UN MALATO DI CUORE
di Riccardo Maria Gradassi
"La luce del mondo brilla
nei miei occhi con tutto il suo splendore. Sono ancora
vivo ! Questo è per me l’evento
più importante da raccontare.
E’ comunque difficile rallegrarsi
quando un corpo assapora muto l’amaro attacco
nel petto. Un corpo che cerca di
vivere barcollando nella sua esistenza,
portando avanti il peso di un
cuore che soffre e fa soffrire il fisico, la mente, la
volontà di andare avanti ed i
familiari.
Sicuramente sarà stato il mio
stile di vita, totalmente imperfetto, sarà stato il
troppo lavoro, quante ne ho fatte
ad oggi senza rilassarmi un momento !
Sarà stato l’esagerato assumere
cibo senza adeguata attività fisica - inutile
nasconderlo, mangiavo e correvo
in automobile, non a piedi.
Sarà stato il bere troppo caffè
ed il dormire troppo poco durante l’intensa
giornata lavorativa – anche se
poche erano anche le ore notturne di
assopimento.
Saranno stati gli innumerevoli
pensieri legati alla famiglia, ad i miei cari ed al
lavoro!
Sarà stato il fumo … troppe ne ho
fumate!
Sarà stato il mio tenore di vita,
una vita troppo esagerata, troppo stressata,
troppo inadeguata.
Il mio cuore ha sofferto a lungo
ed il suo abbandono era dietro l’angolo.
Eppure eccomi qua, sono ancora
vivo nel mondo, nonostante l’atroce attacco.
Se ancora respiro sulla Terra
ringrazio innanzitutto il Padre nostro che vive non
solo nell’Alto dei Cieli ma tra
noi ed in noi cerca di non far governare
continuamente quel dolore di cui
il mondo continuamente soffre.
Ha illuminato il lavoro di tutti
gli specialisti sanitari che mi hanno soccorso –
Primari, Medici, Dottori o come
li vogliamo intendere. Insomma la mia salvezza
terrena.
Ha seguito l’impegno degli
Infermieri, stupendi angeli che mi hanno assistito in
ogni mia situazione più o meno
difficoltosa , consigliato e psicologicamente
aiutato a superare la sofferente
degenza.
Grazie per la enorme pazienza nei
miei confronti.
Non sempre i pazienti sono
pazienti, anzi. E noi pazienti chiediamo troppo e
quando non ci viene dato siamo
sempre di pessimo umore. Il dolore del corpo ci
fa perdere il senno. Ed è
comprensibile anche il vostro problema più grande,
quello di capire le condizioni di
un malato di cuore e stabilire un adatto
programma sanitario e di vita.
Perdonateci.
Siete voi la nostra speranza
principale. Siamo noi a dover raccogliere e mettere
in pratica i vostri consigli.
Anche se spesso tentiamo di fare i ribelli, gli
indisciplinati. Ribadisco:
perdonateci.
Ma ricordate che ogni vostro
aiuto, ogni vostro sorriso, ogni vostra visita
sanitaria è per noi un momento di
gioia e di maggiore speranza che la vita ci
offre.
Grazie per quello che avete fatto
e che continuerete a fare nella vostra
straordinaria ed assai
impegnativa missione."
RMG (Riccardo Maria Gradassi)
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